Abstract (ita)
Il presente contributo esamina criticamente la riforma in corso dell’Artificial Intelligence Act, nota come “Digital Omnibus” e approvata in prima lettura dal Parlamento europeo il 16 giugno 2026, quale potenziale banco di prova per analizzare il rapporto tra qualità della regolazione e integrazione del mercato digitale dell’Unione europea (UE). L’indagine si focalizza, in particolare, sul ruolo sistemico degli spazi di sperimentazione normativa (regulatory sandbox) e sulla transizione da una tassonomia del rischio statica a un modello di regolazione adattiva. Il lavoro evidenzia come il perseguimento di un quadro normativo più flessibile ponga una sfida di portata costituzionale: conciliare le istanze di innovazione tecnologica con la tutela dell’integrità dell’ordinamento dell’Unione e la certezza del diritto. Attraverso l’esame del sindacato di legittimità della Corte di giustizia e del ruolo dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, lo studio dimostra che una regolazione “agile”, pur essendo necessaria, rischia di innescare una frammentazione sistemica se non rigorosamente ancorata alla leale cooperazione tra le Istituzioni dell’Unione e le autorità nazionali.
Abstract (eng)
This article critically examines the ongoing reform of the Artificial Intelligence Act – called “Digital Omnibus” – as preliminary approved by the European Parliament on June 16, 2026, serving as a possible case study to analyse the relationship between regulatory quality and the integration of the European Union (EU)’s digital market. The study focuses on the systemic role of regulatory sandbox and the transition from a static risk taxonomy to an adaptive regulatory model. It highlights how the pursuit of a more flexible framework poses a constitutional challenge: reconciling the need for technological innovation with the integrity of the Union’s legal order and the principle of legal certainty. Through an examination of the Court of Justice’s judicial review and the role of the principles of subsidiarity and proportionality, the article demonstrates that “agile” regulation, while necessary, risks triggering systemic fragmentation if not strictly anchored in sincere cooperation between the EU Institutions and the national authorities.
