Abstract (ita)
Il contributo analizza l’evoluzione della politica di allargamento dell’Unione europea alla luce della candidatura dell’Ucraina, esaminando in che misura il contesto bellico abbia inciso sul procedimento di adesione disciplinato dall’art. 49 TUE. Dopo aver ricostruito le principali tappe del percorso che ha portato all’apertura dei negoziati di adesione, l’indagine si concentra sul ruolo della condizionalità, con particolare riguardo alle riforme richieste in materia di Stato di diritto e al loro rapporto con la forte accelerazione politica impressa dalle istituzioni europee. L’analisi evidenzia come la guerra abbia determinato una significativa trasformazione del contesto geopolitico dell’allargamento, senza tuttavia modificare il quadro giuridico che continua a fondarsi sui criteri di adesione, sulla centralità dei valori di cui all’art. 2 TUE e sulla procedura prevista dall’art. 49 TUE. Il contributo si sofferma, inoltre, sulle tensioni tra le esigenze di sicurezza del continente e la capacità dell’Unione di integrare un nuovo Stato membro di grandi dimensioni, esaminando le più recenti proposte di integrazione graduale elaborate dalle istituzioni europee e dalla dottrina. Si sostiene, in conclusione, che il caso ucraino non segna una rottura della disciplina dell’allargamento, bensì un’evoluzione della sua dimensione politica e della prassi applicativa, nella prospettiva di un modello di integrazione progressiva destinato ad affiancare, senza sostituire, il procedimento di adesione previsto dai Trattati.
Abstract (eng)
This article examines the evolution of the European Union’s enlargement policy in light of Ukraine’s application for EU membership, assessing the extent to which the wartime context has affected the accession procedure governed by Article 49 TEU. After reconstructing the main stages of Ukraine’s path to the opening of accession negotiations, the analysis focuses on the role of conditionality, with particular emphasis on the reforms required in the field of the rule of law and their relationship with the strong political momentum generated by the EU institutions. The article argues that, while the war has profoundly reshaped the geopolitical context of enlargement, it has not altered its legal framework, which continues to rest on the accession criteria, the values enshrined in Article 2 TEU, and the procedure laid down in Article 49 TEU. It further explores the tensions between the strategic imperative of integrating Ukraine and the Union’s capacity to absorb a new Member State without undermining its institutional, functional, and financial balance. Finally, the article examines the most recent proposals for gradual integration advanced by both the EU institutions and legal scholarship. It concludes that the Ukrainian case does not represent a departure from the legal framework governing enlargement but rather an evolution in its political dimension and institutional practice, pointing towards a model of progressive integration designed to complement, rather than replace, the accession procedure established by the Treaties.
