Il termine della preistruttoria antitrust tra primato del diritto dell’Unione e controlimiti: il caso Amazon FBA approda alla Corte costituzionale


Abstract (ita)

Il presente contributo esamina l’ordinanza n. 5167/2026, con la quale il Consiglio di Stato, nell’ambito del contenzioso relativo al caso Amazon FBA, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione circa la legittimità dell’assenza, all’interno dell’ordinamento giuridico italiano, della previsione normativa di un termine decadenziale applicabile alla c.d. fase preistruttoria dei procedimenti amministrativi sanzionatori condotti dall’AGCM. Infatti, dopo le pronunce della Corte di giustizia nei casi Caronte, Trenitalia e Amazon Italia Services, che hanno escluso l’applicabilità del termine perentorio di novanta giorni previsto dall’art. 14 della legge 689/1981, il giudice a quo prospetta, in via principale, l’attivazione dei controlimiti da parte della Consulta e, in via subordinata, l’illegittimità costituzionale della disciplina nazionale nella parte in cui non prevede un termine decadenziale predeterminato applicabile alla fase preistruttoria del procedimento amministrativo sanzionatorio volto all’accertamento degli illeciti antitrust. Pertanto, il contributo analizza le due questioni sollevate dal Consiglio di Stato alla luce dei principi costituzionali asseritamente violati, fra i quali, il principio di legalità e di certezza del diritto, nonché della peculiarità del diritto della concorrenza, così come stabilita e riconosciuta dalla Corte di giustizia. In particolare, si sostiene che il criterio del termine ragionevole, accompagnato dall’accertamento casistico circa la concreta lesione dei diritti di difesa delle società, possa già assicurare un adeguato bilanciamento tra garanzie procedurali ed effettività dell’enforcement del diritto antitrust, rendendo difficilmente giustificabile il ricorso ai controlimiti.

Abstract (eng)

This contribution examines Order No. 5167/2026, by which the Italian Council of State, in the context of the Amazon FBA litigation, referred to the Constitutional Court the question of the lawfulness of the absence, within the Italian legal order, of a statutory limitation period applicable to the so-called preliminary investigation phase of administrative sanctioning proceedings conducted by the Italian Competition Authority (AGCM). Following the judgments of the Court of Justice in Caronte, Trenitalia and Amazon Italia Services, which ruled out the applicability of the mandatory 90-day time limit laid down in Article 14 of Law No. 689/1981, the referring court raises, as its primary argument, the possible application by the Constitutional Court of the doctrine of constitutional counter-limits and, in the alternative, the constitutional illegitimacy of the national legal framework insofar as it does not provide for a predetermined limitation period applicable to the preliminary investigation phase of administrative sanctioning proceedings aimed at establishing infringements of competition law. Against this background, the contribution analyses the two questions raised by the Council of State in light of the constitutional principles allegedly infringed, including the principles of legality and legal certainty, as well as the specific features of competition law, as recognised and affirmed by the Court of Justice. In particular, it argues that the reasonable-time requirement, coupled with a case-by-case assessment of whether the companies concerned have suffered an actual impairment of their rights of defence, may already ensure an appropriate balance between procedural safeguards and the effectiveness of antitrust enforcement, thereby making recourse to the doctrine of constitutional counter-limits difficult to justify.

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